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MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI |
ARCHIVIO
DI STATO DI SAVONA

Il nostro Istituto è tra i dieci Archivi di Stato partecipanti
al concorso “Premiamo i risultati” indetto dal Ministero per
Sistema
Informativo degli Archivi di Stato: SAVONA
Carta della qualità
dei servizi
Introduzione
Consistenza del materiale conservato al
31.12.2001:
materiale
cartaceo: 78.941 (voll.,
regg., buste);
pergamene: 1.201;
mappe: 839
volumi e
opuscoli: 8.050
riviste, testate: 209
Consultazione riservata ai frequentatori della Sala Studio. Non si effettuano prestiti all'esterno.
Istituito come Sezione di Archivio
nel
Attualmente, la sua sede è situata in pieno centro cittadino,
al numero 7 di Via Quarda Superiore, in un antico palazzo signorile, in seguito
trasformato in collegio, palazzo Pozzobonello.



Il suo territorio di competenza è la provincia di Savona e comprende quella porzione di Liguria che ha avuto come centri principali, a partire dall’epoca romana, Albenga e Savona. Entrambe le città hanno, nel corso della storia, alternato periodi di splendore ad altri di grave decadenza economica e demografica.
Albenga conobbe una fioritura economica e politica a partire dal XII fino alla metà del secolo XIV, allorché libero comune tentò di allargare il proprio dominio sui borghi limitrofi e sulla ricca pianura circostante. Con alterne vicende, tentò di conservare la propria autonomia da Genova, fino alla sottomissione alla Repubblica.
Savona godette di una certa prosperità soprattutto dal XIII al XV secolo, grazie all’attività portuale e al commercio della lana. La sua storia politica fu caratterizzata da continue lotte per affrancarsi dalla tutela della metropoli. Il libero comune savonese ebbe termine nel XVI secolo con la definitiva conquista da parte genovese. Il dominio fu caratterizzato una pesante crisi economica, da cui la città si risollevò soltanto nell’ottocento.
Il finalese, feudo dei marchesi Del Carretto, passò successivamente alla Spagna e all’Austria fino all’acquisto da parte della Repubblica di Genova ai primi del secolo XVIII. Alcuni centri della valle Bormida appartennero alla sfera di influenza sabauda.
Alla caduta della repubblica di Genova nel 1797 e, successivamente, col passaggio diretto alla sovranità francese nel 1805, il territorio, con l’aggiunta dell’attuale provincia di Imperia e porzioni della provincia di Cuneo, costituì il Dipartimento di Montenotte, con Savona città capoluogo.
Durante
Successivamente, con la
riorganizzazione amministrativa del 1861, le due provincie
vennero abolite e integrate come circondari,
nella provincia di Genova, di cui fecero parte fino alla costituzione
della provincia di Savona nel 1927.
Come per gli altri istituti analoghi, che hanno
sede in ogni capoluogo di provincia, il
compito istituzionale dell’Archivio di Stato di Savona è quello di
conservare gli archivi degli uffici periferici dello Stato italiano e quelli
delle organizzazioni politiche,
amministrative e giudiziarie dell’epoca
preunitaria, che hanno o hanno avuto sede nel
territorio della provincia. Si conservano anche documenti relativi a territori oggi compresi
nelle provincie di Alessandria, Cuneo e Imperia.
Tra le finalità principali sono poste l’utilizzo e la valorizzazione del patrimonio documentario.
Alla consultazione da
parte degli utenti, è connessa l’attività espletata quotidianamente dalla sala
studio. Tale attività è preceduta dal lavoro scientifico di inventariazione
e riordino dei fondi archivistici.
L’accesso alla sala di studio è libero e la consultazione, sia a fini di studio che amministrativi, gratuita. Sono a pagamento i servizi di fotoriproduzione e il rilascio di copie.
Indirizzate ad un pubblico più vasto sono le
mostre documentarie che l’Archivio può allestire direttamente o alle
quali può partecipare,
col solo prestito di documenti,
e le visite guidate, dirette,
principalmente, al mondo della
scuola.
Per mole documentaria e continuità storica, il fondo di maggior pregio conservato, è quello del Comune di Savona, testimonianza della vita cittadina dal medioevo alla prima metà del novecento.Tra i documenti medievali spiccano: le pergamene, la più antica delle quali data l’anno 1062; i Registri della Catena; gli Statuti del Comune e delle arti.Nella parte dell’archivio risalente all’ottocento e ai primi anni del novecento, sono contenute testimonianze di grande interesse per la storia dello sviluppo industriale e urbano della città, come piani regolatori e progetti per lavori pubblici e per la costruzione di edifici pubblici e privati.

Registro della catena
Altri archivi comunali in deposito son quelli di Alassio e Bergeggi (deposito temporaneo).
Di notevole importanza per lo studio delle vicende storiche dei primi anni del XIX° secolo è l’archivio della Prefettura del Dipartimento di Montenotte (1806-1814). In questo fondo sono conservati documentazioni riguardanti i territori di Porto Maurizio, Sanremo e Ceva.

Dello Stato unitario sono conservati gli archivi di Preture, dei Tribunali di Savona e Finale; delle Sottoprefetture di Savona (1860-1926) e Albenga (1878-1926) e del Distretto Militare, che raccoglieva anche la documentazione del soppresso Distretto militare di Sanremo.
Cospicui sono gli archivi notarili, costituiti da circa 12.000 fra registri, volumi e filze dal XIV° al XX° secolo. Particolarmente degni di nota, sono i registri dei notai Arnaldo Cumano e Giovanni di Donato, Martino, Saono e Uberto, datati tra la fine del XII° secolo e gli inizi del XIII° e, pertanto, fra i più antichi pervenutici. Tra i documenti notarili, sono famosi quelli che testimoniano la permanenza in Savona di Cristoforo Colombo e della sua famiglia.
Notevole per quantità è il fondo degli atti catastali costituiti da registri e mappe.
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