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Patrimonio documentario

Uno scorcio dei depositi.
Uno scorcio dei depositi.

I documenti che la Sezione d'Archivio di Stato di Bassano del Grappa conserva nei propri depositi occupano circa tre chilometri di scaffalatura e constano di 902 pergamene, 40.068 pezzi cartacei (buste, registri), 1503 mappe e disegni, dati riferiti al dicembre 2006. Abbracciano un lungo periodo, che va dal XII fino al XX secolo.
Se ne dà qui di seguito una sommaria presentazione, seguendo le tappe del profilo storico della Città di Bassano e del suo territorio.
Una più dettagliata e precisa descrizione dei fondi documentari conservati in Sezione è stata realizzata nell'anno 2006, nell'ambito del Sistema informativo degli Archivi di Stato (in acronimo S.I.A.S.), che è consigliabile consultare prima di iniziare qualsiasi progetto di ricerca.
Analogo lavoro è stato compiuto dall'Archivio di Stato di Vicenza riguardo ai propri fondi archivistici. E' ben noto che la documentazione storica bassanese s'integra per certi periodi e nell'ambito di alcune istituzioni, con quella vicentina, per cui la consultazione della consistenza patrimoniale dell'Archivio di Stato di Vicenza è veramente opportuna.

Gli antichi regimi

La città di Bassano, contesa da sempre tra Vicenza e Padova, pur sotto la loro influenza, riuscì a preservare una sostanziale indipendenza durante la fase storica comunale. Per tutta la prima metà del Duecento costituì la base delle operazioni militari e finanziarie della potenza degli Ezzelini nella Marca Trevigiana. Seguì poi, nel Trecento, le sorti di tutte le altre città del Veneto, che videro alternarsi le signorie dei Carraresi, degli Scaligeri ed, infine, dei Visconti.
Le scarse memorie documentali cittadine di questi periodi sono conservate nell'Archivio storico comunale. La Sezione d'Archivio di Stato ne ha indiretta testimonianza tra le pergamene di antichi monasteri e dell'archivio familiare Crespignaga-Alvarotti.

Nel 1404 Bassano giurò fedeltà a Venezia. Entrò così a far parte dell'autorevole Repubblica, che la sottrasse definitivamente alla giurisdizione padovana e vicentina, ne rispettò gli statuti ed inviò in città un rettore veneto, che riunì nella sua persona i poteri civili e militari. Bassano, come tutta la Terraferma Veneta, conobbe con la Repubblica un lungo periodo di prosperità e di pace.
La documentazione governativa di questo periodo è andata in buona parte perduta. Se ne ha, però, di matrice comunale, conservata nell'Archivio storico cittadino ed altra relativa ad istituzioni religiose, a famiglie, a singole persone, perfino a comunità, entro fondi che si trovano in Sezione d'Archivio di Stato.

Frontespizio del protocollo del Notaio Bartolomeo Breda.
Frontespizio del protocollo del Notaio Bartolomeo Breda, Notai di Cittadella, B 9c, registro 1 (1604-1615).

I governi napoleonici ed austriaci

Nel 1797, con l'arrivo dei Francesi, il Vicentino ed il Bassanese formarono un unico distretto, sottoposto ad un governo centrale con sede in Vicenza. Durante la prima dominazione austriaca, Bassano con tutto il suo territorio venne aggregata alla provincia di Treviso, ma nel 1808, con la nuova organizzazione territoriale napoleonica, dal dipartimento del Tagliamento essa passò a quello del Bacchiglione, divenendo capoluogo di distretto. Fu sede di tribunale, di giudicatura di pace, di un archivio notarile sussidiario, nel quale confluirono gli atti dei notai di quei distretti che, in tempi diversi, dal 1807 al 1820 risultarono aggregati al distretto notarile bassanese, e cioè Asolo con Quero, Castelfranco Veneto con Noale, Cittadella e Marostica.
È così, dunque, che si è formato il grosso fondo archivistico degli Atti dei notai del distretto di Bassano (1361-1856), che costituisce l'ossatura della nuova Sezione bassanese.

Conseguenza delle soppressioni disposte sia in epoca veneta, ma soprattutto in quella napoleonica, tra il 1806 ed il 1811, è il complesso delle Corporazioni Religiose Soppresse, un insieme di archivi di conventi, monasteri e confraternite, che offre alla memoria storica una testimonianza preziosa dal XII secolo all'inizio del XIX.

Del periodo napoleonico e di quello austriaco si conservano registri dell'Ufficio Ipotecario (1806-1871), atti delle Preture Foresi di Asiago (1831-1871), Bassano (1818-1871), Marostica (1819-1871).
Nella Sezione bassanese sono stati trasferiti dalla sede di Vicenza anche le mappe e i registri del Catasto noto come napoleonico-austriaco (1808-1906) dei distretti di Bassano, Asiago e Marostica.

L'unità nazionale

Per il periodo italiano la parte preponderante della documentazione spetta agli archivi giudiziari: la Pretura di Bassano (1871-1960), il Tribunale civile e penale (1871-1920), la Pretura di Valstagna (1871-1892), la Pretura di Asiago (1871-1960) ed ora, per incapacità dei depositi della sede vicentina, anche la Pretura di Schio (1818-1960), la Pretura di Arsiero (1871-1891), la Pretura di Malo (1818-1825)
Accanto ad essi, una parte rilevante l'occupano pure i complessi dello Stato Civile di tutto il distretto bassanese (1871-1943), del Catasto Unitario con le relative mappe dei comuni censuari dei distretti di Bassano, Asiago, Marostica e Thiene. Di recente acquisizione sono pure la serie delle Denuncie di successione (1871-1960) provenienti dagli Uffici del registro di Bassano, di Marostica, di Vicenza, Barbarano, Noventa e Lonigo, di Thiene ed Asiago, quella dei Titoli di registrazione della Conservatoria dei Registri Immobiliari di Bassano (1871-1930) ed infine quella degli Atti pubblici amministrativi ricevuti dall'Archivio Notarile Distrettuale da parte dei Comuni della provincia (1868-1975).
Tra gli archivi scolastici figura quello del Liceo-Ginnasio Brocchi (secc. XIX-XX), frammentario, e quello della Direzione Didattica di Rossano Veneto, serie registri (1916-1955)

Rosa dei venti; particolare di un disegno del fondo famigliare Erizzo (1784)
Rosa dei venti; particolare di un disegno del fondo famigliare Erizzo (1784), B 44, dis. 2

Archivi privati e di famiglia

Tra gli archivi di famiglia che la Sezione conserva ricordiamo: il cartulario Crespignaga-Alvarotti (1168-1314), l'archivio Erizzo-Barzizza (1405-1908), l'archivio De Facci Negrati (secc.XVII-XX), l'archivio Zigno (secc.XV-XVIII). Si annoverano, infine, i progetti dell'ing. Giovanni Tescari (1866-1939).



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