Direzione generale per gli archivi
Ministero per i beni e le attività culturali

Come si cerca

Fare ricerca d’archivio è un piacere. La maggior parte delle persone che affollano le sale di studio degli archivi effettua ricerche storiche. Che siano studenti, storici di professione o semplici appassionati, tutti sperimentano l’emozione della scoperta e “il piacere dell’archivio”, per dirla con le parole della storica Arlette Farge, nel suo Il piacere dell'archivio (Verona 1991). In altre parole, non c’è bisogno di essere professionisti della ricerca per sperimentare le gioie dell’archivio. Qualche rudimento del mestiere però occorre conoscerlo, se non ci si vuole perdere tra i miliardi di documenti conservati negli Archivi di Stato.

Per effettuare una ricerca d’archivio, per prima cosa bisogna … andare in biblioteca! O almeno fare un salto in libreria. Prima di cercare documenti d’archivio su di un determinato argomento, occorre infatti leggere cosa sia stato già scritto in materia. Questo permette da un lato di capire quali enti o persone potrebbero aver prodotto documenti utili alla ricerca e da un altro di appurare quali documenti in materia siano già stati individuati da altri ricercatori. Inoltre, quanto più si conosce un argomento, tanto più si è in grado di interpretare correttamente un documento storico, cogliere i riferimenti che contiene, rendersi conto di silenzi o reticenze, notare eventuali inesattezze e così via.

Chi si reca in un Archivio per effettuare una ricerca in genere ha in mente un tema (cerca documenti su di una persona, un evento, un luogo, ecc.); in archivio, però, i documenti non sono ordinati per materia, ma secondo l’ordine che ad essi ha dato l’ente o la persona che li ha creati.

Per capire quale logica si debba seguire quando si effettua una ricerca d’archivio, si pensi a quanti uffici e persone hanno oggi, nei loro archivi, documenti che ci riguardano: l’anagrafe ha registrato la nostra nascita, i nostri datori di lavoro hanno un fascicolo con i documenti relativi al nostro rapporto d’impiego (contratto, domande di congedo, ecc.); se siamo stati ricoverati, l’ospedale ha una nostra cartella clinica; se abbiamo subìto un processo, il tribunale avrà un fascicolo sul nostro caso; parenti e amici hanno i messaggi e le lettere che gli abbiamo mandato, e così via. Se, fra cento anni, qualcuno vorrà scrivere una nostra biografia, dovrà cercare i documenti che ci riguardano scavando negli archivi di tutti questi enti o persone che – per un motivo o per l’altro – hanno prodotto o ricevuto documenti che ci riguardano. Molti documenti nel frattempo saranno stati distrutti (sarebbe impossibile e inutile conservare tutto): solo quelli che per motivi legali, storici o affettivi sono considerati più importanti saranno stati conservati.

La domanda che ci dobbiamo porre quando andiamo in Archivio dunque è: quale ente o persona può aver prodotto o ricevuto documenti sul tema che mi interessa, documenti così importanti da meritare di essere stati conservati?

Rispondere a domande di questo genere non è facile, soprattutto se si effettua una ricerca su periodi storici lontani da noi. Per fortuna, esistono molti strumenti di ricerca (censimenti, guide e inventari) che ci aiutano a individuare i fondi archivistici che possono interessarci (consigli utili può spesso darli anche l’archivista che presta servizio nella sala di studio dell’Archivio).

 

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