Direzione generale per gli archivi

Archivi di Architettura | Progetto di censimento e inventariazione

La Direzione Generale per gli Archivi ha finanziato su scala nazionale un progetto sugli archivi di architettura, con l'obiettivo di garantirne la buona conservazione, la conoscenza e la fruizione di queste fonti.
Gli obiettivi principali sono:

  • censire gli archivi, cioè individuarli e descriverli sommariamente
  • procedere ad interventi di inventariazione più analitica di alcuni di essi, secondo priorità derivanti dalla loro importanza o da eventuali situazioni di rischio
  • realizzare riproduzioni ad alta fedeltà degli elaborati grafici, per consentire una migliore conservazione degli originali ed una più ampia fruizione delle immagini, inserendole in banche dati consultabili anche in rete
  • effettuare operazioni di restauro per documenti deteriorati (particolarmente complessi per le peculiari caratteristiche dei diversi supporti dei disegni)
  • reperire sedi di conservazione, favorendo in molti casi l’acquisizione da parte di Archivi di Stato, anche in considerazione del frequente rischio di esportazione all’estero, cui gli archivi sono esposti.

Le medesime finalità sottostanno al protocollo d’intesa siglato nell’ottobre 2001 tra Direzione generale per gli Archivi e Direzione generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee  per la redazione di un piano nazionale per la tutela del patrimonio documentario per l’architettura del Novecento.

Il progetto ha preso l’avvio dal censimento degli archivi privati degli architetti dal 1870 al secondo dopoguerra, conservati a Roma e nel Lazio condotto dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio sin dal 1996, in collaborazione con la facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza e l’Ordine degli Architetti, che ha portato all’individuazione di oltre 80 fondi. I risultati sono pubblicati in una Guida (consultabile online nel sito della Soprintendenza Archivistica per il Lazio) e costituisce un primo strumento di conoscenza di queste fonti, presentando per ognuno degli 83 archivi una scheda articolata in tre sezioni: breve profilo biografico del professionista; descrizione dell’archivio (con i dati relativi a consistenza ed estremi cronologici della documentazione, stato di conservazione ed ordinamento con gli eventuali mezzi di corredo, data della dichiarazione, sede di conservazione e modalità di accesso); bibliografia. E’ prevista la pubblicazione di una guida aggiornata in cui saranno descritti anche gli archivi individuati successivamente (tra cui i fondi Giorgio Calza Bini, Giuliana Genta, Italo Insolera, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Bruno Zevi).

Sono stati realizzati, inoltre, interventi di inventariazione analitica e costituzione di banca dati con immagini, mediante un programma informatico in uso presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia-IUAV per i seguenti archivi: Plinio Marconi:, Andrea Busiri Vici, Clemente Busiri Vici, Carlo Busiri Vici, , Angelo Di Castro, Gioacchino Ersoch. Giulio Gra, Attilio Lapadula, Bruno Ernesto Lapadula, Francesco Palpacelli, Cesare Pascoletti, Giulio Sterbini, Antonio Valente, Cesare Valle (per i quali sono disponibili le banche dati in rete).
Oggetto di interventi di inventariazione sono stati anche i seguenti archivi: Mario Ridolfi, Ugo Luccichenti, Ugo Giovannozzi e Antonio Cipolla, conservati presso l’Accademia S. Luca, Federico Gorio e Bruno Beer conservati presso l’N/Arch, del fondo fotografico del Centro Studi per la Storia dell’Architettura, dell’archivio Italo Insolera. In corso di ultimazione l’inventariazione dell’archivio Bruno Zevi di proprietà e conservato presso l’omonima Fondazione, e dell’archivio Giuliana Genta, condotto in collaborazione con n l’Osservatorio sul Moderno della facoltà di architettura dell’Università di Roma.

Sono stati curati interventi di restauro per gli archivi dei seguenti architetti: Ignazio Gavini, Attilio e Bruno Ernesto Lapadula, Giovan Battista Milani, Michele Busiri Vici e Antonio Valente.

Numerosi poi sono gli archivi pervenuti all'Archivio centrale dello Stato (attualmente vi sono conservati ben 16 fondi privati di architetti), che ultimamente ha ricevuto in dono anche gli archivi di Plinio Marconi, Angelo Di Castro, Giuliana Genta. È stato avviato nel 2005 anche uno specifico intervento per il censimento degli archivi degli ex Istituti Autonomi Case popolari ora Ater (Aziende territoriale edilizia residenziale), nell'ambito del quale è in corso di ultimazione l'inventariazione sommaria del notevole complesso documentario dell'archivio Iacp di Roma.

Altri Istituti sinora coinvolti

La Soprintendenza archivistica per la Lombardia ha svolto la propria attività in un quadro di proficua collaborazione con altri enti: sono state infatti stabilite le linee di indirizzo per la cooperazione con il Comune di Milano, il Politecnico e la Triennale in riferimento alla costituzione del nuovo Centro Alti Studi sulle Arti Visive del Comune di Milano (CASVA), la cui sede sorgerà nella "Città delle culture" nell'ex area Ansaldo. Il censimento, condotto dal 1998 al 2003 d'intesa con il Politecnico di Milano, ha consentito di individuare 138 archivi e raccolte, conservati in parte presso privati, in parte presso varie istituzioni quali il Politecnico, il Comune di Milano (Civico Gabinetto dei disegni) e quello di Como; i risultati sono contenuti nel volume Gli archivi di architetti in Lombardia, a cura di G. L. Ciagà, con la direzione scientifica della Soprintendenza archivistica e del Politecnico di Milano, pubblicato nel 2003 nella collana "Quaderni del CASVA", n°1. I dati del censimento sono già stati riversati nel sistema SIUSA. È stato realizzato anche un intervento di inventariazione per alcuni degli archivi censiti, tra i quali quelli degli architetti Albe Steiner, Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, Liliana Grassi, A. G. Fronzoni e Francesco Gnecchi Rusconi (quest'ultimo pubblicato nella collana "Quaderni del CASVA").
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La Soprintendenza archivistica per la Toscana  ha individuato sul territorio circa 60 fondi relativi a professionisti che hanno operato a partire dagli ultimi decenni dell'800 a tutto il '900, conservati da diversi detentori (eredi, studi professionale e istituzioni culturali), come l'Accademia delle Arti e del Disegno, l'Archivio contemporaneo del Gabinetto Vieusseux, la facoltà di Architettura a Firenze, alcune biblioteche comunali. È prossima la pubblicazione di una guida con i risultati complessivi.
Sono stati curati inoltre interventi di precatalogazione che hanno interessato gli archivi dei seguenti architetti:
Giovanni Poggi, Nello Baroni, Aurelio Cetica, Enrico Bianchini, Giovanni Pardini, Edoardo Detti (donato al Comune di Castel Fiorentino), Raffaello Brizzi, Maurizio Tempestini, Leonardo Ricci, oltre al carteggio di Giovanni Michelucci, d'intesa con la Fondazione" Michelucci" di Fiesole (per quest'ultimo è stato realizzato oltre all'inventario analitico un CD-ROM che consente la ricerca per mittente e a tutto testo). In tale progetto è incluso anche il censimento degli Iacp ora Ater (Aziende del territorio) con un'ampia e dettagliata panoramica della relativa legislazione.
Alcuni notevoli fondi sono stati acquisiti dagli Archivi di Stato: all'Archivio di Stato Firenze sono pervenuti per acquisto l'archivio di Leonardo Savioli e in deposito quelli di Aurelio Cetica, Enrico Bianchini ed Adolfo Coppedè (quest'ultimo considerato disperso e recuperato dopo una lunga e complessa ricerca), Italo Gasperi Campani; inoltre l'archivio di Federigo Severini è stato donato all'Archivio di Stato di Pisa nel 2002. Per l'archivio dell'architetto Pietro Porcinai, che testimonia la sua intensa attività nel campo dell'architettura dei giardini e del paesaggio a livello internazionale, è in corso un complesso intervento di restauro.
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La Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna ha iniziato il censimento nel 2001, avviando contatti con l'Ordine degli Architetti (che conserva gli archivi di Attilio Muggia, Luigi Saccenti e Enrico De Angeli), e l'Università di Bologna, che ha pubblicato il repertorio La sezione di architettura e i fondi degli architetti moderni, a cura di M. Beatrice Bettazzi, nel quale sono descritti circa 20 fondi di architetti e ingegneri docenti all'università e altri professionisti. La Soprintendenza ha curato, inoltre, il riordinamento dell'archivio "Gualandi", vincolato nel 1998, che comprende la documentazione prodotta da tre generazioni di ingegneri, Francesco (1821-1897), Giuseppe (1866-1944) e Francesco (1895-1992), attivi a Bologna nel settore dell'edilizia sia pubblica che privata laica e religiosa; per l'archivio dell'ingegnere Armando Villa (comprendente una ricca documentazione dal 1920 al 1958) è stato perfezionato nel 2002 il provvedimento di cessione ex l. 512/82, a favore dell'Archivio di Stato di Bologna, mentre con una recente donazione è prevenuta all'Archivio di Stato di Reggio Emilia una raccolta di 19 disegni degli architetti Domenico e Pietro Marchelli (secc. XVIII-XIX).
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La Soprintendenza archivistica per l'Umbria con il censimento ha individuato diversi archivi, conservati in varie sedi - privati, Archivi di Stato, Accademia di Belle Arti di Perugia (circa 20 fondi) -, creando una apposita banca dati informatica, articolata con dati descrittivi dei nuclei documentari e dei singoli disegni, sui soggetti produttori e sulle sedi di conservazione. È in fase di ultimazione, inoltre, il riordinamento di uno dei più notevoli archivi privati, quello dell'architetto Armando Brasini, conservato a Porano (Terni). Da segnalare infine che presso l'Archivio di Stato di Terni è conservato l'archivio di Cesare Bazzani, acquistato dallo Stato, per il quale si sta realizzando un intervento di inventariazione analitica e riproduzione dei disegni.
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La Soprintendenza archivistica per le Marche ha sottoscritto nel 2003 un protocollo d'intesa con l'Università politecnica di Ancona - Dipartimento di Architettura e Urbanistica DARDUS, al fine di favorire un reciproco scambio di informazioni e di cooperare nell'opera di individuazione dei fondi; il progetto prevede una ricerca ad ampio raggio di archivi e documenti appartenenti ad architetti moderni e contemporanei, con alcuni casi di personaggi di epoca anteriore, conservati sia presso privati sia presso istituzioni, tra cui gli Archivi di Stato e biblioteche comunali. Il censimento, i cui risultati sono stati pubblicati in una guida edita dalla Casa editrice Cangemi, ha dato luogo alla descrizione di circa 40 fondi, per molti dei quali è stato emesso il provvedimento di vincolo: Luigi Garlatti Venturini, Angelo Eusebio Petetti, Goffredo Papi, Claudio e Paola Salmoni, Vincenzo Pilotti (donato all'Archivio di Stato di Ascoli Piceno), Celio Francioni (depositato presso l'Archivio di Stato di Pesaro). Gli archivi Salmomi e Pilotti sono stati oggetto di interventi di inventariazione.
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La Soprintendenza archivistica per l'Abruzzo ha concluso un primo progetto di censimento (con finanziamento ministeriale), condotto d'intesa con gli Ordini provinciali e la Fondazione Centro Studi "Professione Architetti"; grazie al quale sono stati indivuati e dichiarati di notevole interesse storico diversi archivi di architetti, tra cui quelli degli architetti Costanzo Ciarletta, Paride Pozzi, Filippo Sargiacomo, Giovanni Nervegna, Filippo Colizzi, Ervino Veluscek e dell'ingegnere Corradino D'Ascanio, quest'ultimo conservato presso l'Archivio di Stato di Pescara.
Di recente, nell'ambito nell'accordo quadro con la Regione Abruzzo, ha elaborato un secondo progetto, per il quale ha ottenuto un finanziamento regionale, che si articola in due fasi, inventariazione di 8 archivi (Attilio Gianmaria,   Ennio e Donato Villante,  Paride Pozzi, Filippo Sargiacomo, Antonio Izzi, Luigi Martella, Luciano Tosone) e riproduzione digitale degli elaborati grafici.
Per gli ultimi 4 è stato curato anche il deposito temporaneo presso la Sezione dell'Archivio di Stato di Lanciano, per consentire la realizzazione dei lavori).
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La Soprintendenza archivistica per la Campania ha stabilito accordi di collaborazione sia con la Soprintendenza per i Beni architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Napoli e provincia, sia con le due Università (Federico II e II Università). Tra gli archivi individuati, quello di Franz Di Salvo (per il quale è in corso il riordinamento a cura della Soprintendenza), Carlo Cocchia (per il quale è prevista la realizzazione di una mostra monografica), Marcello Canino e Frediano Frediani. Per quest'ultimo è stato possibile realizzare un accurato lavoro di descrizione della parte dell'archivio conservata presso gli eredi a Klagenfurt in Austria, con la produzione di CD-ROM contenenti la descrizione dei documenti, fotografie e disegni con immagini.
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La Soprintendenza archivistica per il Friuli Venezia Giulia dopo una prima fase di indagini preliminari, volte anche a stabilire accordi con la facoltà di Ingegneria dell'Università di Trieste, ha avviato la fase operativa con il censimento relativo alla provincia di Trieste, cui seguirà quello per la provincia di Gorizia. Sono stati individuati, per ora, circa 20 archivi di architetti e ingegneri attivi dalla fine '800 alla seconda metà '900, i cui archivi sono conservati in tutto o in parte, su un totale di circa 40 nomi. Tra le dichiarazioni di interesse storico particolarmente importante più recenti, si evidenziano quelle per gli archivi di Aldo Cervi e Umberto Nordio e di Mario Zocconi. Prevista la pubblicazione finale di un catalogo.
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La Soprintendenza archivistica per il Piemonte e la Valle d'Aosta, nel quadro di un proficuo rapporto di collaborazione con il Politecnico di Torino - Dipartimento Casa Città e con la Regione Piemonte, ha predisposto un articolato progetto (per il biennio 2006-2007) che si è posto come obiettivi l'individuazione di 25 nuovi fondi e il riversamento nel sistema SIUSA di 40 schede relative ad archivi di architetti e di imprese edili. Sono stati recentemente vincolati importanti complessi documentari sia di professionisti (tra cui gli archivi di Giovan Battista Schellino, Gian Pio Zuccotti e Maria Carla Lenti), sia di imprese (tra cui le ditte Berni e Borini (per l'archivio di quest'ultima è stata autorizzata la custodia presso l'Archivio di Stato di Torino).
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Referente: dott.ssa Elisabetta Reale

Si segnala il Censimento nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento, avviato nel 2002 dall'ex Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee (DARC) in base a una metodologia unificata e a criteri di selezione omogenei e unitari nelle diverse aree geografiche. Il Censimento è volto alla valorizzazione e alla promozione della conoscenza delle opere di architettura contemporanea, finalizzata alla valutazione ed al rilascio delle dichiarazioni di importante carattere artistico, ai sensi della legge 633/1941 sul diritto d’autore, e all’attività di salvaguardia e tutela previste dal D.Lgs. n. 42/2004 e s.m.i. per le opere di architettura contemporanea.
Curato oggi dalla Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, raccoglie al momento le schede di oltre 2500 edifici o complessi architettonici rispondenti ai criteri di selezione predefiniti, tra i quali oltre 380 opere indicate come “eccellenze”. Si tratta di opere pubbliche e private, edifici singoli e complessi urbani, attrezzature di servizio e infrastrutture, che nel loro insieme rappresentano le diverse declinazioni della cultura architettonica italiana del secondo Novecento.

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