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Pisa, 13 dicembre 2018 - 28 febbraio 2019 | Il Camposanto monumentale di Pisa nei documenti dell’Archivio di Stato

La mostra documentaria Il Camposanto monumentale di Pisa nei documenti dell’Archivio di Stato. Secoli XIII-XX (inaugurata il 13 dicembre 2018) sarà visitabile fino al 28 febbraio 2019, presso l’Archivio di Stato di Pisa (Palazzo Toscanelli, Lungarno Mediceo, 30) fino al 28 febbraio 2019, nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 8.30 alle 13.30; martedì e giovedì dalle 8.30 alle 17.30.

La mostra, curata dall’archivista Rosalia Amico, individua alcuni dei momenti chiave che portarono alla fondazione del cimitero della cattedrale e alla sua trasformazione da luogo di sepoltura all’aperto (Campo Santo) a spazio coperto di gallerie splendidamente affrescate. Presso l’Archivio di Stato sono in mostra le annotazioni dei pagamenti effettuati dagli Operai dell’Opera del Duomo agli artisti che lavorarono in Camposanto, dai costruttori agli scultori, ai pittori.
Una sezione è dedicata a Francesco Traini, cui la critica d’arte attribuisce oggi la paternità di uno dei primi affreschi realizzati in Camposanto: la Crocefissione.

In mostra anche l’unico documento che attesta la presenza a Pisa, negli anni 1336-1337, del pittore Bonamico Buffalmacco, cui si attribuisce oggi la paternità del Trionfo della Morte, il famoso affresco ricollocato a giugno del 2018 in Camposanto dopo il distacco resosi necessario per effettuarne il delicato restauro.
In mostra sono anche alcune annotazioni di pagamento a Benozzo Gozzoli, con una sua sottoscrizione autografa del 29 marzo 1480 (ASPi, Opera del Duomo 564, c. 200). Dal 1469 al 1495 circa, Benozzo dipinse in Camposanto ventisei Storie dell’Antico Testamento.
Di Aurelio Lomi Gentileschi, che in Camposanto dipinse parte della Storie di Ester, completando l’affresco lasciato incompleto da Agostino Ghirlanda, è esposta una nota di spese recante anch’essa la firma dell’artista (1590 circa). 

L'ingresso è gratuito e senza prenotazione. Le visite guidate di gruppi devono essere concordate con l’Archivio di Stato.

 

 

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