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Modena, 19 gennaio 2019 | Visita guidata alla mostra su Prisciani

A Modena, sabato 19 gennaio, alle ore 10.30, si svolge la visita guidata all'esposizione allestita presso la Biblioteca Estense di Modena Pellegrino Prisciani nella vita e nella storia della Ducal Libraria e nelle testimonianze di oggi, a cura di Anna Rosa Venturi.
 
Alla fine del Quattrocento, la torre di Rigobello nel castello di Ferrara era la sede fisica di tutte le preziose documentazioni cartacee e membranacee dei Duchi d'Este. Entro armaria e capsae si trovavano le carte dell’archivio e i libri della biblioteca. Vi si applicavano custodi, catalogatori, miniatori, cartolari, rilegatori, ma l’apothecarius, il custos chartarum era il sovrintendente a capo di questa piramide e Pellegrino Prisciani fu forse il primo a ricoprire appunto questo duplice incarico e a strutturarne la fisionomia. In quello scorcio di anni a cavallo fra i secoli XV e XVI la biblioteca dei Duchi aveva assunto una peculiare rilevanza: infatti, al di là dell’interesse culturale e letterario dei duchi, si proponeva come una fonte di notizie di informazioni, di cultura per quella sempre più numerosa schiera di artisti, letterati, scienziati gravitanti a corte e nominati all’università. Sono gli anni della grande rinascita e la biblioteca si configura come una prestigiosa vetrina, un apparato che dà lustro e decoro alla casata, e Prisciani, con meticolosa prudenza e con sagacia biblioteconomia, realizza cataloghi di sorprendente modernità. Oggi la Biblioteca Estense, che tanto gli deve, ben poco conserva di Prisciani.

Un solo codice autografo, la preziosa silloge di Orthopascha e Spectacula, una lettera autografa al Duca Ercole I, la trascrizione di una sua operetta sulle beate Beatrice. Poi cenni di terzi su di lui e molteplici parziali trascrizioni dalle sue storie, a conferma di quanto egli abbia pesato sulla storiografia successiva.  Queste modeste ma preziose sillogi, dovute in gran parte all’attività dei bibliotecari estensi del Settecento, in primis Girolamo Tiraboschi, hanno consentito la sopravvivenza organica anche di minime testimonianze scritte, raggruppate e rilegate in genere per soggetto e che per la ricostruzione della storia estense e non solo risultano oggi una miniera di dati in disparati settori.

 

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