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Catania, 13 aprile 2019 | Sofonisba Anguissola. Giornata internazionale di studi

 "Santa Maria dell'Itria", dipinto conservato a Paternò,che è stato possibile attribuire a Sofonisba Anguissola grazie a un documento conservato presso l'Archivio di Stato di Catania. "Santa Maria dell'Itria", dipinto conservato a Patern√≤,che √® stato possibile attribuire a Sofonisba Anguissola grazie a un documento conservato presso l'Archivio di Stato di Catania.

A Catania, sabato 13 aprile, presso l'Aula Magna del Dipartimento di Scienze Politiche e sociali (via Vittorio Emanuele II, 49), con inizio alle ore 9 (ingresso gratuito), si apre la giornata di studi intitolata Sofonisba Anguissola. Giornata internazionale di studi e curata dall'Università degli Studi di Catania e dalla Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale.

Le comunicazioni dei relatori metteranno in luce tutta l'attività artistica a partire dal periodo cremonese . Particolare rilievo sarà dato alla sua presenza in Sicilia, dove  realizzò, tra l'altro, una pala di altare raffigurante .Santa Maria dell'Itria , conservata presso la Chiesa di S. Maria dell'Annunziata di Paternò. Ritenuta per tanto tempo opera di un pittore seguace della scuola messinese di fine Cinquecento, nel 1995 Alfio Nicotra, studioso d'arte, l'aveva attribuita sulla base degli elementi stilistici e figurativi a Sofonisba. Nel 2002 un documento conservato presso l'Archivio di Stato di Catania ha confermato tale attribuzione. La documentazione dell'Archivio di Stato ha permesso di ricostruire la biografia della pittrice durante la sua permanenza a Paternò dal 1573 al 1579. Particolarmente significativo è l'atto che testimonia come, dopo la morte del marito, lo sostituì per circa nove mesi nella carica di governatore del principato di Paternò.

Nell'àmbito della Giornata interverrà anche Anna Maria Iozzia, direttrice dell'Archivio di Stato di Catania, con la relazione Da Madrid a Paternò. I documenti dell'Archivio di Stato di Catania ( 1573-1579).

Sofonisba Anguissola, nata a Cremona probabilmente nel 1532, era la maggiore dei sette figli (sei femmine e un maschio) di Amilcare Anguissola, gentiluomo illuminato che avviò le figlie allo studio della pittura, della musica e della letteratura. A  quattordici anni Sofonisba iniziò a frequentare lo studio del pittore Bernardino Campi e, successivamente, quello del pittore Bernardino Gatti diventando, poco più che ventenne, già celebre per le sue opere che furono apprezzate anche da Vasari e da Michelangelo. Filippo II la chiamò alla corte di Madrid dove giunse nel 1560 come dama d’onore della regina Isabella di Valois. Dopo la morte di Isabella Sofonisba rimase a corte finchè non si sposò per procura nel maggio del 1573 con Fabrizio Moncada, fratello del vicerè di Sicilia e governatore del principato di Paternò.Giunta in Sicilia vi abitò sino alla fine del 1579 quando, a seguito della morte del marito- annegato nell’aprile del 1578 al largo dell’isola di Capri per sfuggire ad un attacco di pirati- decise di lasciare l’isola. Innamoratosi del genovese Orazio Lomellino, capitano di nave, lo sposò e si stabilì con lui a Genova. Sofonisba ritornò in Sicilia con il marito nel 1615, rimanendo definitivamente a Palermo. Qui nel 1624, ultra novantenne e quasi cieca, ricevette la visita del pittore Van Dyck. Si spense a Palermo nel 1625, e fu seppellita nella chiesa di S. Giorgio.

La locandina

Archivio di Stato di Catania
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