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Roma, Archivio Centrale dello Stato, 12 dicembre 2019 | Tra storia e memoria: Emilio Re e la cultura del suo tempo

Giovedì 12 dicembre 2019, a Roma, presso l’Archivio Centrale dello Stato, si tiene la giornata di studio Tra storia e memoria: Emilio Re e la cultura del suo tempo.

Perché una giornata di studio dedicata ad Emilio Re?
Le ragioni sono molteplici e non tutte legate al ruolo centrale che egli ebbe nella fondazione dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, della quale quest’anno si celebra il 70° anniversario.
Emilio Re non fu infatti solo il primo presidente ANAI, tra il 1949 e il 1950, ma anche uno degli esponenti di spicco dell’Amministrazione archivistica italiana in anni drammaticamente segnati dall’avvento del fascismo, dallo scoppio della seconda guerra mondiale e dal difficile passaggio del Paese verso l’ordinamento democratico.
Numerosi e di rilievo sono i meriti ascrivibili ad Emilio Re, figura tanto nota quanto scarsamente studiata del panorama intellettuale del secolo scorso. Meriti legati non solo ai suoi interessi di studio, di cui sono testimonianza gli scritti storici, ma anche inerenti all’azione decisiva che svolse in difesa del patrimonio documentario nazionale: a lui si deve la messa in sicurezza di antichi complessi archivistici, la cui sopravvivenza poteva essere irrimediabilmente compromessa dalle azioni di guerra; a lui il recupero degli archivi correnti prodotti da un’Italia tragicamente divisa in due dopo Salò; a lui il tentativo di raccogliere e conservare le testimonianze documentarie dei movimenti resistenziali.

Se l’obiettivo principale di questo giornata di studio è riflettere sul lascito intellettuale e sull’insegnamento morale di Emilio Re, va da sé che essa costituisca anche l’occasione per discutere su ciò che oggi accomuna e ciò che differenzia nel suo interno una comunità, quella archivistica, stratificata e variegata nelle sue diverse componenti; una comunità dove i saperi tradizionali – quelli propri dell’archivistica storica – si intersecano e sovrappongono, non sempre in forma fluida e indolore, con le novità introdotte in questo settore disciplinare dall’uso delle tecnologie digitali e di inedite forme di comunicazione e dall’emergere nel contesto documentario degli archivi informatici.
Parlare di Emilio Re non significa dunque semplicemente immergersi nella storia né rappresenta un mero esercizio di erudizione: se infatti la sua straordinaria figura ci spinge a osservare il passato per tentare di capire qual è il corredo genetico che come archivisti ci caratterizza, il suo esempio diventa allo stesso tempo un mezzo e uno sprone per gettare lo sguardo verso il presente, nel tentativo così di immaginare, attraverso il confronto fra ieri e oggi, quello che potrà essere il nostro futuro professionale in termini sia scientifici che di utilità sociale.

La locandina

 

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