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Cosenza, 31 marzo-19 aprile 2020 | La cultura non si ferma - Il morbo “d’Etticia”

Not. Rollo Tommaso, Grimaldi, 1775, c.v.34 - Archivio di Stato di Cosenza Not. Rollo Tommaso, Grimaldi, 1775, c.v.34 - Archivio di Stato di Cosenza

"La cultura non si ferma!" è la nuova pagina del sito Mibact che in questo periodo di chiusura dei luoghi della cultura, per emergenza coronavirus, permette agli italiani di rimanere in contatto on line con l’arte e la cultura direttamente da casa.

L’Archivio di Stato di Cosenza propone nel suo sito un atto notarile del 1775 in cui traspare il dolore di una madre che ha assistito impotente alla malattia della propria figlia, colpita e uccisa in carcere dal morbo “d’Etticia”,  privata anche del diritto di essere ascoltata per il timore di diffondere il morbo.

Dalle cronache del tempo, si legge che il morbo d’Etticia  attaccava i polmoni e si manifestava con febbre lentissima, spesso non percepita, dolore e oppressione al petto, dimagrimento, aridità della bocca e flusso di sangue.

1775, novembre 28
Giovanna [Gramigna] di Belmonte, vedova di  Gennaro Veltri,  al presente abitante in questo casale di Grimaldo … con giuramento tactis scripturis  asserisce, testifica e fa fede, alla presenza di testimoni, che nel 1768 sua figlia Antonia, giovane obbediente, onesta e d’ottimi costumi, fu accusata ingiustamente di furto e rinchiusa nelle carceri su ordine del Governatore locale, a seguito di istanza dell’allora Agente generale di Belmonte. Colpita da  grave indisposizione che fu stimata febre sottile, cioè ettica per essere dimagrata dopo piccola febbre venutali in quelle Carceri, passò da questa a miglior vita.  Con grande dolore, la madre dichiara ancora che si sarebbe riavuta se solo fosse stata ascoltata dall’Agente che però si rifiutò di riceverla, per preservare se stesso e la sua famiglia dal contagio.  

La cultura non si ferma! - La pagina dedicata, nel sito dell'Archivio di Stato di Cosenza

 

Archivio di Stato di Cosenza
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