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Direzione Generale per gli Archivi
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Direzione Generale Archivi - Servizio III - Ontologie Archivistiche

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Il progetto

Il progetto “Ontologie archivistiche”, si propone come sistema collaborativo di analisi e descrizione ontologica di sistemi archivistici nazionali  e di una base concettuale condivisa , ideato e sviluppato in linea con le proposte legate al cosiddetto Web Semantico, iniziativa W3C che, come è noto, si preoccupa di fornire un framework in cui poter definire le convenzioni per l’uso interoperabile dei metadati, in particolar modo, per quanto riguarda la sintassi, la struttura e la semantica.
Basandosi sulle principali tecnologie di riferimento per il Semantic Web, e più in particolare sul Resource Description Framework (RDF) e sul Web Ontology Language (OWL), il progetto si è posto come primo fondamentale obiettivo la definizione di una “ontologia” (vedi nota 1 in basso), ovvero una descrizione formalizzata, dei sistemi archivistici nazionali SIUSASistema Informativo Unificato delle Sovrintendenze Archivistiche –e Sistema Guida generale degli Archivi di Stato italiani, con contestuale riconduzione (mapping) degli elementi informativi individuati nei sistemi ai rispettivi standard internazionali di descrizione in formato XML (EAD e EAC, a loro volta oggetto di una descrizione ontologica). I meccanismi formali forniti dallo standard RDF e da OWL hanno consentito inoltre di ricondurre gli elementi dei due sistemi in tal modo definiti ad una ontologia “esterna” di concetti archivistici ritenuti rappresentativi della tradizione descrittiva nazionale, proposta ed utilizzata come modello concettuale di riferimento rispetto al quale rapportarsi  e conseguentemente far emergere coincidenze o divergenze tra i sistemi archivistici analizzati.

Il progetto è stato sviluppato in un ambiente informatizzato che rende possibile visualizzare e navigare elementi e concetti di cui si compongono le ontologie, inserire in maniera collaborativa e incrementale annotazioni, commenti o proposte di modifica per  ciascuna delle risorse concettuali definite formalmente. Questa possibilità è stata affidata ad uno strumento software sviluppato negli ultimi anni come prototipo di ricerca all'interno del Dipartimento di Elettronica, Intelligenza Artificiale e Telecomunicazioni dell'Università Politecnica delle Marche, DBin.
DBin è un'applicazione per la gestione della conoscenza interamente basato su standard definiti dall'iniziativa Semantic Web e su sistemi P2P per lo scambio delle informazioni. L'uso di DBin per lo scambio delle informazioni è molto simile a quello dei popolari software di file sharing, anche se l'intento è completamente diverso. Mentre le tipiche applicazioni P2P sono dedicate allo scambio di file, DBin utilizza l'approccio P2P per scambiare conoscenza codificata in RDF.

In questo ambiente è stato creato un dominio specifico relativo agli archivi in cui sono state inserite, oltre alle ontologie descriventi SIUSA, Guida generale, e i concetti “rilevanti” per la descrizione del dominio archivistico, anche una descrizione ontologica degli standard internazionali di riferimento (ISAD, ISAAR, EAD,  EAC): partendo da questa base informativa incrementabile con la descrizione formale di altri sistemi, si possono sperimentare forme di collaborazione e di condivisione a livello nazionale di conoscenza archivistica, e verificare la possibilità di aggregare utenti riconosciuti e qualificati in una "comunità di interesse" operativa.
Attualmente la tecnologia utilizzata consente di creare un ambiente di lavoro aperto ad una quantità molto ridotta di utenti autorizzati, selezionati tra quelli che hanno collaborato alla creazione dei due sistemi informativi; è prevista a breve una nuova versione di DBin che dovrebbe superare tali limitazioni.
Tuttavia, nella convinzione che su questo argomento estremamente impegnativo è opportuno raccogliere la riflessione del numero il più ampio possibile di archivisti, si è ritenuto di mettere subito a disposizione, con una nota introduttiva del progetto, - e in attesa di poter rendere disponibile a tutti gli interessati l’applicativo DBin, entro la fine di giugno- una versione  in formato HTML usata dal gruppo di lavoro ai fini di  mera consultazione per le attività di verifica, sia per il SIUSA che per la Guida Generale. Per dare un’idea di quale siano i legami tra gli elementi concettuali e gli elementi descrittivi dei due sistemi  è stato inserito il collegamento ad una rappresentazione grafica provvisoria (per la visualizzazione della rappresentazione bisogna essere dotati di Java - vedi nota2 in basso).

Oseervazioni e commenti

Osservazioni e commenti sia sulle descrizioni ontologiche (della base concettuale comune e dei singoli sistemi) che per il mapping in EAD/EAC e per i dati tecnici del sistema, in questa prima fase, in attesa della creazione di un Forum specifico, possono essere inviati, una volta effettuata l'iscrizione, all' indirizzo di posta elettronica del Gruppo

Per richiedere l'iscrizione, e per precauzione anti-spam, inviare una mail al Webmaster.

L'archivio dei messaggi del gruppo è consultabile solamente dagli iscritti.  

 

Credits del progetto

  • Il progetto è stato promosso dal Servizio III della Direzione generale per gli Archivi ed affidato per la sua realizzazione al centro MAAS del Consorzio Roma Ricerche.
  • La progettazione delle descrizioni ontologiche e delle componenti informatiche è stata curata dal MAAS.
  • La descrizione ontologica dei singoli sistemi archivistici e della base concettuale condivisa è stata curata da un gruppo di lavoro composto da Maria Grazia Pastura, Paola Carucci, Giuseppe Mesoraca, Stella Di Fazio, Giovanni Michetti, Enrico Rendina, Chiara Veninata.
  • Il sistema Open Source Dbin è sviluppato dal centro SEMEDIA del Dipartimento di Elettronica, Intelligenza Artificiale e Telecomunicazioni dell'Università Politecnica delle Marche.

1 La rappresentazione formale è in linguaggio OWL Per garantire l'apertura del file formato OWL nel browser utilizzato occorre, solo la prima volta che si accede al file, scaricare il file sul PC, cliccare il tasto destro del mouse posizionato sul link, scegliendo l'opzione

  • per Explorer "Salva oggetto con nome"
  • per Firefox "Salva destinazione con nome"

Salvato il file, sempre col tasto destro del mouse posizionato sul file, scegliere "Apri con" e selezionare il browser adottato. Da questo momento l'estensione OWL rimane associata al file e i files con la stessa estensione saranno automaticamente aperti.

2 chi non lo avesse istallato sul proprio computer dovrà prima scaricare il software (gratuito) e procedere all'istallazione.