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‹Documenti turchi› dell'Archivio di Stato di Venezia. Inventario della miscellanea, a cura di MARIA PIA PEDANI FABRIS, con l'edizione dei regesti di ALESSIO BOMBACI, Roma 1994, pp. LXXII, 698, tavv. 6 (Strumenti, CXXII). |
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Il fondo Documenti turchi, uno dei complessi più affascinanti dell'Archivio di Stato di Venezia, comprende circa 750 documenti in ottomano (ma non mancano altre lingue, come il greco, l'ebraico, l'arabo), relativi ad un arco cronologico dal 1454 al 1813, che alla metà dell'Ottocento vennero riuniti a formare una miscellanea sulla base di criteri meramente estrinseci. Perduto così il nesso archivistico originario, oggi non più recuperabile, i documenti sono stati riordinati secondo l'unico criterio possibile, quello cronologico, anche se in qualche caso si sono potuti enucleare piccolissimi archivi. L'inventario della miscellanea individua per ogni singolo documento la data sia cronica che topica, l'auctor, il destinatario, la lingua usata, la definizione diplomatica dell'atto (se originale, copia o traduzione), i riferimenti archivistici e bibliografici.
Tutte le schede si concludono con ampi regesti che riproducono senza sostanziali rimaneggiamenti quelli redatti nel 1941-1943 dal grande ottomanista Alessio Bombaci, rimasti inediti perché non più rivisti dall'insigne orientalista, ma già noti in qualche misura agli studiosi.
Dato che essi non riguardano l'intero nucleo documentario, è stato necessario integrare e completare l'opera del Bombaci, del quale Aldo Galotta fornisce un ricordo, un compito affrontato dalla curatrice del volume con la collaborazione di specialisti italiani e stranieri.
Il volume, preceduto da una premessa di Maria Francesca Tiepolo e corredato dagli indici dei nomi di persona e di luogo nonché da una tavola di raffronto delle segnature precedenti, si configura come un importante contributo per una migliore comprensione dei variegati rapporti tra Venezia e il mondo ottomano ed islamico. |
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